La carta n. 13 dei tarocchi riporta una figura scheletrica che con una falce miete un campo in cui vediamo, insieme ai ciuffi d’erba, mani, piedi e teste coronate. Lo scheletro rappresentato non è bianco, bensì rosa, a rappresentare la continuità anche oltre la morte.
Nei mazzi tradizionali questa carta è senza nome, e soltanto in alcune varianti e nei mazzi più recenti si trova su di essa questa definizione. In questa carta, che può essere considerata il riflesso dell’undicesima lama, la Ruota della Fortuna, non viene rappresentata l’idea della morte in se stessa, ma la trasformazione ed il cambiamento, oltre alla ridiscussione del potere e delle idee, rappresentati dalle teste coronate che vengono falciate insieme all’erba, e delle azioni, rappresentati dalle mani.
É una simbologia che ricorda l’ineluttabilità, oltreché la necessità, del cambiamento, della mutazione, dell’avvicendamento: ogni cosa in questo mondo decade, perde energia, e deve venir sostituito da continua a leggere…




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