Nell’undicesimo Trionfo, la Forza, non troviamo la rappresentazione di qualche eroe classico o di qualche scena mitologica, bensì una figura femminile, in piedi, vestita di un mantello e con in testa un copricapo a forma di lemniscus (simbolo dell’infinito) simile a quello del Bagatto. Con le mani tiene aperte le fauci di un leone accucciato ai suoi piedi.
Questa carta rappresenta sia il dominio della conoscenza sull’istinto, sia la vittoria della ragione sulla brutalità, sia il coraggio che permette di superare qualunque ostacolo, e di riprendere il controllo sugli eventi che la Ruota della Fortuna continuamente propone all’uomo. Il copricapo a forma di lemniscus sottolinea ulteriormente questi concetti, indicandone la necessità: anche qui il personaggio, come nel caso del Bagatto, si estende dalla terra all’infinito ed è in questo spazio illimitato che cerca di affermare la propria libertà e la propria piena capacità di dominio.
Per comprendere la simbologia di questa carta dobbiamo tener conto anche della simbologia della carta successiva, e complementare, dell’Appeso. Infatti qui è rappresentata l’energia di dominio, che nell’opera alchemica corrisponde al momento in cui l’alchimista affronta e doma le energie più profonde e sottili della materia: ma questo è possibile se dall’altra parte lo stesso alchimista è pronto al “rovesciamento iniziatico” (simboleggiato dall’Appeso), cioè è in grado di trasformare se stesso in un crogiolo, dopo essersi (continua…)




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