Archivio ‘Gli Arcani Maggiori’ - Categoria

il Mondo

Il Mondo è la carta n. 21, la Lama conclusiva del mazzo dei Tarocchi, o meglio degli Arcani Maggiori. Viene qui rappresentata una figura femminile al centro di una corona d’alloro, che può essere intesa come la rappresentazione del serpente che si morde la coda simbolo del mondo e della continuità della vita. All’esterno della corona troviamo i quattro simboli degli elementi: terra, aria, acqua e fuoco, ma qui non più indicati con denari, spade, coppe e bastoni, bensì con i quattro simboli evangelici e astrologici, e cioè il toro, l’angelo, l’aquila ed il leone. Tutti i simboli sembrano indicare una condizione di completezza e di sintesi, la stessa condizione che era presente a livello potenziale, di disponibilità a realizzarsi, nel Bagatto, e che qui assume un valore molto più completo, concreto, di espressione formalizzata e stabilizzata.

La dea, che in qualche misura si ricollega alla pietra filosofale alchemica, tiene una bacchetta in ogni mano, come se lei avesse la possibilità di duplicare il fuoco, di unire e separare a suo piacimento le componenti della realtà. Se il Bagatto rappresentava tutte le possibilità che possono manifestarsi, il Mondo rappresenta la realtà in (continua…)

il Matto

Il Matto è l’unico Arcano dei Tarocchi non contraddistinto da un numero dell’intero mazzo, benché nell’immagine raffigurata sopra, presa dai Tarocchi Marsigliesi per uniformità con tutti gli altri Tarocchi descritti in questa sezione del sito, è invece contraddistinta dal numero 0.

Questa Lama raffigura un viandante vestito in modo bizzarro, che porta appoggiato sulla spalla sinistra un bastone al quale è legato un piccolo sacco, e nella mano destra un bastone al quale si appoggia durante il suo cammino. Alle sue spalle un animale, solitamente un cane, lo segue, assumendo un atteggiamento che potrebbe essere di aggressione,ma che molto più probabilmente è un gioco affettuoso, visto che il personaggio non appare assolutamente preoccupato della cosa.

Anche questa è una carta il cui nome può creare parecchia confusione, dal momento che richiama la follia, cioè qualcosa che siamo abituati a considerare come negativa e pericolosa. Probabilmente chiamarla “il viandante” sarebbe meno condizionante, dato che proprio un personaggio di questo tipo essa rappresenta: l’immagine è quella di una persona che sta camminando portandosi appresso il minimo indispensabile, ed è quindi liberata dall’ansia del possesso e della comodità. Il cane sembra volerla trattenere, riportare indietro invitandolo alla nostalgia per il luogo da cui si sta allontanando. Nel far questo, gli provoca uno strappo nel vestito: ma il viandante non se ne preoccupa, e prosegue liberamente verso la sua meta, qualunque essa sia, perché ogni strada è la sua, in qualunque direzione essa conduca.

Un simbolo di coraggio e di libertà dunque, che soltanto sistemi di valori troppo spaventati da ciò che queste due parole suggeriscono possono interpretare negativamente come pazzia. Il Matto non ha bisogno di un numero che lo identifichi, di un qualcosa di oggettivo che lo etichetti: è libero di essere continua a leggere…

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